A chi è utile la terapia

  • "Non occorre esser malati per stare meglio". Non serve cioè essere disturbati o con gravi problemi per trarre vantaggio da una terapia. Si può essere una persona che funziona bene, essere appagati ed entrare in terapia semplicemente per ottenere in misura maggiore quello che si vuole dalla vita. L'esigenza di contattare un professionista in questi casi può nascere semplicemente dal desiderio di apprendere qualcosa di più su sé stessi e migliorare la propria qualità di vita.
  • La maggior parte delle persone ha comunque alcune aree della propria vita in cui ha creato a se stesso dei problemi (in famiglia, a scuola, a lavoro, nelle relazioni intime, nelle amicizie).
  • In questo caso è possibile trovare che vale la pena spendere del tempo, del denaro e dell'impegno per andare in terapia e risolvere i temi sottostanti al tipo di difficoltà incontrata.
  • La terapia è infine appropriata, e consigliata, a chiunque abbia problemi personali che vanno da temporanee difficoltà a disturbi mentali più gravi, in setting adeguati e in collaborazione con più figure professionali quando opportuno.


  • Tale desiderio può cioè nascere dalla percezione di difficoltà quali ad esempio:
    • stati depressivi;
    • ansia;
    • fobie;
    • lutti;
    • sintomi somatici (quali ad esempio emicrania, dolore cronico, disturbi degli arti fantasmi, eczema cronico, problemi gastrointestinali);
    • dipendenze;
    • Eventi traumatici: (essere vittime di disastri naturali, di violenze, aggressioni, essere coinvolti in incidenti stradali, umiliazioni, etc.);
    • malattie oncologiche e croniche;
    • disturbi della nutrizione ed alimentazione;
    • separazioni;
    • relazioni intime;
    • conflitti interpersonali;
    • solitudine;
    • gestione delle emozioni;
    • Disturbi del sonno-veglia;

    Come funziona la terapia

    Decidere di entrare in terapia consiste quindi nel fare un primo passo verso la cura di sè e richiede l'impegno a frequentare un certo numero di sedute. Si inizia con l'apprendere i propri modi di fare, da dove provengono e a cosa servono. Visto ciò con chiarezza si può decidere se cambiare o no. Infine si può iniziare a lavorare per imparare nuovi e migliori modi di fare.

    Nessun vento è favorevole all'uomo che non sa verso quale porto è diretto (Seneca)